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19 aprile 2007

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Tavola rotonda su
“Prospettiva cattolica e prospettiva laica sulla bioetica animale
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Il 19 aprile 2007, presso l’aula magna di Ingegneria dell’Università di Cassino, si é svolta la preannunziata tavola rotonda su “Prospettiva cattolica e prospettiva laica sulla bioetica animale”, tavola rotonda organizzata dal Dipartimento di Filosofia e Comunicazione “A. Labriola”, con la partecipazione del Movimento culturale Humanitas, promotrice la Cattedra di filosofia morale.
Apre i lavori il prof. Paolo Zecchinato, il quale, dopo una breve presentazione del volume Che cos’è la bioetica animale? di Barbara de Mori, volume che ha occasionato l’incontro, cede la parola ai due relatori ufficiali chiamati a confrontarsi sulla tematica: la prof.ssa Luisella Battaglia dell’Università di Genova e il prof: Francesco Bellino dell’Università di Bari.
I due illustri specialisti di bioetica, pur partendo da differenti direzioni scientifiche di ricerca, hanno variamente evidenziato che i contenuti della bioetica animale, se perseguiti sul piano di una rigorosa razionalità, come ogni indagine autenticamente filosofica, di per sé non sopporta aggettivazioni (nel caso “cattolica” o “laica”), ma si presenta aperta al dialogo con ogni altra direzione della verità. Tra l’altro, entrando nello specifico della problematica in oggetto, è stata evidenziata una diversità di atteggiamento dell’uomo, nel tempo, nei confronti del mondo animale. Sì che, per questo verso, si è parlato di un accentuato antropocentrismo teso a lasciare nell’ombra il problema animale o a prenderlo in considerazione solo in vista di meglio approfondire i rapporti fra gli uomini. A seguito di una visione più unitaria o, se si preferisce, ecosistematica dell’universo, si è tentato di sostituire l’antropocentrismo con il biocentrismo. In realtà, a parte le istanze di verità che supportano il tentativo di sostituire la prima espressione con l’altra, il problema (come è stato sottolineato nel corso del dibattito) non è quello di sostituire un’espressione con un’altra, ma di rapportarne la flessione semantica al particolare contesto culturale in cui viene adoperata. Di modo che si potrebbe seguitare a parlare di antropocentrismo anche nel nuovo contesto di attenzione verso il mondo animale, magari precisando, come suggerisce Luisella Battaglia, che si tratta di un “antropocentrismo rinnovato”. Tanto più se sik tiene conto del fatto che il richiamo all’aspetto etico in questa problematica può avere un senso (come ha sottolineato lo stesso Darwin) solo in presenza di quello “elevato grado di sviluppo mentale” che, sia pure in via di fatto, è riscontrabile unicamente nell’uomo.
 
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